Le scritture delle donne nel Salento
Sarà inaugurata il prossimo 11 dicembre alle ore 17, nella sala U.T.E. del Castello Carlo V di Lecce, la mostra storico-documentaria
"Per amore, per professione, per diletto...Le scritture delle donne nel Salento" (secc. XVI-XX),
promossa dalla Regione Puglia - Assessorato al Mediterraneo, nell’ambito del Programma delle Attività Culturali per il Triennio 2007-2009, dalla Fondazione Biblioteca Pubblica Arcivescovile “A. De Leo” di Brindisi e dal Dipartimento di Studi Storici dell’Università del Salento, con la collaborazione della Città di Lecce, dell’Archivio di Stato di Brindisi, Lecce e Taranto e del Centro Studi Salentini. Alla cerimonia di inaugurazione interverranno l’on. Adriana Poli Bortone, assessore alle Attività culturali del Comune di Lecce, la prof.ssa Anna Lucia Denitto, direttore del Dipartimento di Studi Storici dell’Università del Salento, la dott.ssa Magda Terrevoli, presidente Commissione Pari Opportunità della Regione Puglia, il dott. Tonino Cassiano, presidente del Centro Studi Salentini, la prof.ssa Marisa Forcina, delegata Pari Opportunità dell’Università del Salento, la dott.ssa Katiuscia Di Rocco, direttore della Biblioteca Arcivescovile “A. De Leo” e la prof.ssa Rosanna Basso dell’Università del Salento, responsabile scientifica della mostra. La mostra resterà aperta fino al 23 dicembre e potrà essere visitata dal lunedì alla domenica dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 17 alle ore 20. Per informazioni e prenotazioni visite guidate 0831/529186 - 334/6008257 La Mostra intende documentare e restituire alla comunità salentina frammenti dimenticati della propria storia culturale e sociale che ha come protagoniste le donne e la loro presenza nella famiglia e nella società, attraverso il filo delle scritture nelle varie espressioni: scritture private e pubbliche, funzionali, professionali e d’invenzione, inedite ed edite. Gli esempi individuati sono proposti attraverso un percorso espositivo che, coniugando le scritture e i contesti sociali che le hanno motivate e/o sollecitate, si snoda attraverso tre quadri: Scrivere dal monastero Le religiose, frequentemente di nobili origini, poste a vivere, per scelta personale o per volontà della famiglia, nel chiostro hanno trovato occasione per esercitare il leggere e lo scrivere. Lo sguardo ai monasteri femminili ci fa conoscere alcune tipologie di scritture: funzionali, di relazione, di edificazione religiose. Scrivere dalla casa patrizia L’agiatezza consentita dal godimento di un patrimonio familiare più o meno cospicuo, ha costituito una condizione favorevole all’apprendimento del leggere e dello scrivere e un incoraggiamento all’esercizio delle abilità intellettuali. Più frequentemente le donne aristocratiche hanno adoperato la scrittura come risorsa privata, ma, in tempi a noi più prossimi, è potuta divenire risorsa pubblica. Scrivere per professione Le trasformazioni economiche, sociali, culturali del tardo Ottocento e del Novecento e la presenza diffusa e più riconosciuta delle donne nelle professioni, primo fra tutti l’impegno nella scuola, sospinge verso la scrittura pubblica. Inizialmente editano testi che rinviano al loro periodo di formazione (la tesi di laurea) altre volte al loro impegno didattico (ad esempio i discorsi di conferenze scolastiche o la redazione di libri di testo), per divenire espressione della loro creatività e del loro impegno civile e politico.
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