le Tavole di San Giuseppe - 19/03/2008

 

FESTE-SAGRE
Otranto

le Tavole di San Giuseppe


Il periodo quaresimale non comprende solo i riti di preparazione alla Pasqua.Esiste una ricorrenza che coincide con la fine della stagione "fredda", ed è la festa di S. Giuseppe, sposo della Vergine Maria, che cade il 19 marzo. Questo santo è il protettore dei derelitti. Grazie agli usi a lui collegati, molti di loro, in tempi passati, riuscirono a riscattarsi o, anche solo, ad avere un pasto caldo ed abbondante quando regnava la miseria più completa.

Circa sessanta anni fa, in questo giorno, nel tempo in cui i bisognosi costituivano la maggior parte della popolazione, i mendicanti, spesso vestiti di cenci, giravano per le vie dei paesi e, fermandosi sull'uscio delle case, col viso coperto, elemosinavano un po' di cibo a tutti coloro che, in questa occasione, preparavano qualcosa da mangiare per offrirla a chiunque bussava alle loro porte.
La devozione nei confronti di S. Giuseppe si concretizza, infatti, nella tradizione delle "tavole". Al di là dell'aspetto religioso, una volta, esse rappresentavano, la mensa dei poveri; oggi, sono simbolo di ospitalità verso tutti, turisti compresi.

Questa tradizione sopravvive ancora in alcuni paesi dell'entroterra salentino (Otranto, Giurdignano, Uggiano la Chiesa, Cerfignano, Casamassella), del territorio tarantino (San Marzano, Faggiano, Lizzano), in alcune contrade siciliane (Valguamera, Santa Croce Camerina) e in poche altre località italiane (Monferrante, Alessandria della Rocca). Non si hanno molte notizie sull'origine di tali "banchetti". Si pensa che richiamino la mensa pasquale imbandita dagli Ebrei, o che vogliano riscattare il santo dall'inospitalità ricevuta quando, a Betlemme, cercava un riparo per lui e per sua moglie.

Le "tavole" vengono preparate in case private, e offerte a S. Giuseppe per ricevere la sua protezione, per chiedere una particolare grazia, o per adempiere a un voto. Il loro allestimento è lungo e accurato, ed è per questo che ha inizio molti giorni prima del 19 marzo. Per rappresentare il rito viene scelta la stanza più spaziosa della casa, spesso la camera da letto, dove si sistemano le tavole, che vengono coperte con bianche tovaglie. La famiglia devota sceglie, poi, alcune persone, fra parenti ed amici, secondo il detto "S. Giuseppe invita i soi soi" (S. Giuseppe invita i suoi suoi). Questi, dovranno impersonare la Sacra Famiglia e non potranno essere cambiati, di anno in anno, se non per loro rinuncia. Non sempre il banchetto viene rappresentato da tre elementi. Molto spesso, infatti, a seconda delle possibilità, i personaggi sono più numerosi e simboleggiano alcuni santi: S. Gioacchino, S. Anna, S. Giovanni, S. Elisabetta, S. Zaccaria, S. Marta, S. Lazzaro, S. Maria Maddalena, S. Simone e S. Anastasia.

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